Cetto La Qualunque, Albanese pe’tutti

“Qualunquemente”: questo il titolo scelto per il nuovo lavoro di Giulio Manfredonia (reduce dal successo della deliziosa commedia “Si può fare”), che porta “Cetto La Qualunque”, una delle maschere più riuscite di Antonio Albanese, al cinema. L’uscita è prevista per inizio 2011, informa Fandango, ma il primo ciak è stato battuto proprio ieri. Otto le settimane di riprese, tutte fra Roma e la Calabria, che vedranno coinvolti anche Sergio Rubini, Lorenza Indovina, Salvatore Cantalupo e Luigi Maria Burruano, oltre alla Banda Osiris perle musiche. E’ dal 2003 che Cetto, imprenditore calabrese ignorante e corrotto, nemico della democrazia e delle donne (“più pilu e cemento armato”, il suo motto), gira nella testa di Albanese, e l’idea di trasportarlo su grande schermo, firmandone la sceneggiatura insieme a Pino Guerrera, era troppo “eccitante e vagamente incosciente –rivela l’attore – In questi anni è stato una straordinaria lente di ingrandimento che ci ha permesso di mettere a fuoco quello che succedeva nel nostro sud e nel resto del paese, per raccontare tutto quello che non ci piace emettere in guardia su cosa potrebbe accadere. Il desiderio è raccontare con questo film un pezzo ingombrante della nostra realtà con la comicità”. La storia ruota intorno al rientro in Italia di Cetto dopo una lunga latitanza, conla nuovadeterminazionea candidarsi sindaco contro i paladini della legalità. “Cetto è al contempo un ‘eroe’ dell’Italia di oggi e un personaggio astratto e surreale”, spiega Manfredonia, mentre Albanese conclude con la speranza “che Cetto diventi col tempo solo una macchietta e non uno specchio fedele dei nostri tempi”. -dnews-