Ho rapito Luca per fingere il parto

Una disavventura a lieto fine quella vissuta da Luca Cioffi, rapito dalla nursery dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore a poche ore dalla nascita. Annarita Buonocore, l’infermiera 42enne del Cardarelli di Napoli che ha sottratto il neonato alla famiglia, è stata arrestata e interrogata, e il piccolo riconsegnato ai genitori, piombati nel panico dopo la notizia della sparizione del figlio. La donna, riconosciuta da un vicino mentre si allontanava con il fagotto dal reparto di ostetricia, in un primo momento si è mostrata molto agitata e aggressiva di fronte alle domande degli inquirenti, per poi crollare in una confessione liberatoria. L’infermiera ha raccontato di essere rimasta incinta esattamente nove mesi fa del suo amante, un uomo sposato che lavora nell’amministrazione del suo stesso ospedale, ma di aver subito un aborto spontaneo nelle prime settimane di gravidanza. Di qui l’idea di celare l’accaduto e rapire il piccolo Luca Cioffi, facendo credere all’amante che fosse il frutto del loro amore. La Buonocore aveva dunque chiesto al compagno di farle visita con l’intento di mostrargli il bambino, mentre alle figlie aveva spiegato di dover accudire il neonato perché la madre non era stata bene. L’uomo, interrogato dagli agenti, era all’oscuro di tutto, convinto che il piccolo Luca fosse realmente suo figlio. Provvidenziale l’intervento dell’ex vicino di casa dell’infermiera, un insegnante che l’ha riconosciuta proprio mentre si allontanava dall’ospedale col piccolo. Grazie alla segnalazione i poliziotti hanno fatto irruzione nell’appartamento della donna e l’hanno trovata accanto al neonato. Finalmente distesa la mamma di Luca,Annalisa Fortunato, che ha dichiarato di essere pronta a perdonare la donna: «Luca sta bene, è la cosa più importante. Lei lo ha trattato bene, gli ha dato il latte e quando me l’hanno riportato dormiva tranquillo». Poi il marito Fabio Cioffi ha rivolto un appello a tutti i cronisti: «Ora vogliamo tornare alla nostra normalità. Perché siamo persone normali. Vi ringraziamo per tutto quello che avete fatto per noi e per l’importante ruolo che avete avuto». La donna, che non ha precedenti penali, né risulta affetta da patologie psicologiche, è in stato di arresto per sequestro di persona. -dnews-