Mille poliziotti a casa di Maroni

«Con il ministro Maroni non riusciamo a parlare dal 14 gennaio. Da allora non ha avuto più tempo per vederci». E il disagio è aumentato. Così hanno deciso di andare a casa sua. Domani partiranno da tutto il Centro-Nord a bordo di decine di pullman, direzione Varese, città del capo del Viminale, Roberto Maroni. I tagli contenuti nella manovra da 24 miliardi varata dal governo «distruggono la pubblica sicurezza» e i poliziotti rompono il silenzio. Giorgio Innocenzi, segretario generale del Consap, annuncia: «Saremo più di un migliaio». Il colore della spedizione dei mille non sarà il rosso, ma l’azzurro. Quello delle uniformi degli agenti di polizia. Il palazzo, a Roma, è lontano, sordo alle richieste di incontri, così le forze dell’ordine bussano alla porta di Maroni. «Ci raduneremo in piazza della Libertà – spiega Innocenzi – davanti alla Questura e agli uffici della Prefettura. Ma passeremo anche di fronte all’abitazione del ministro, che abita poco fuori Varese. Vogliamo farci sentire». Nuova manovra, nuovi tagli: «Maroni, in un question time alla Camera lo scorso 26 maggio, aveva assicurato che il comparto non sarebbe stato toccato. Ma così non è stato: la manovra ha eliminato i fondi per le missioni all’estero, bloccato gli stipendi per 3 anni, tagliato i 300 milioni destinati al riordino delle carriere, i trattamenti di fine rapporto saranno più leggeri del 25%». Oltre alle annose carenze di automezzi, fondi per le riparazioni e la benzina «che spesso sono gli stessi agenti a pagare». Ieri il sindacato ha siglato l’intesa annuale sulla produttività con il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano: «Al ministero sono caduti dalle nuvole – continua Innocenzi – non conoscevano neanche la portata della manovra». In questi giorni Maroni è giro per le città del Centro-Nord per firmare i patti sulla sicurezza. I poliziotti saranno a Varese a ricordargli che sono anche loro ad assicurarla: «Ma abbiamo bisogno di strumenti adeguati». -leggo.it-