Gelmini: con un cinque non si boccia

«Con un cinque non si boccia nessuno». Arriva direttamente dal ministro Gelmini la rassicurazione ai maturandi, in barba agli ultimi decreti che in nome del rigore pretendevano per sostenere l’esame il 6 in ogni materia, condotta compresa. E allora ecco che la normativa sulla valutazione, che nelle ultime settimane ha provocato un polverone di polemiche tra studenti che invocavano il 6 politico e presidi che ribadivano il buon senso, diventa elastica: addio merito, anche con un’insufficienza l’ammissione è assicurata. Lo ha chiarito una volta per tutte la Gelmini che, durante la puntata di Porta a porta di ieri, ha affrontato la questione della nuova normativa per i prossimi esami di Stato e ha specificato: «Non mi sfugge che, laddove c’è l’insufficienza in una materia, il consiglio di classe debba valutare collegialmente se ammettere o no lo studente. Queste norme vogliono evitare i sei politici e il lassismo degli ultimi anni. E’ chiaro che l’applicazione delle nuove regole deve essere accompagnata dal buon senso e dunque con un 5 non si boccia nessuno». E allora possono dormire sonni tranquilli tutti gli studenti (il 30%, 130 mila ragazzi), con insufficienze da sanare. Eppure il Regolamento parla chiaro. Si tratta del Dpr 122 del 22 giugno del 2009, poi ripreso dall’ordinanza ministeriale 44/2010 del 5 maggio: «Sono ammessi all’esame di Stato gli alunni che nello scrutinio finale conseguono una votazione non inferiore a 6/10 in ciascuna disciplina o gruppo di discipline e un voto di comportamento non inferiore a 6/10». I conti non tornano. -leggo.it-