Annozero, la Rai dice sì a Santoro

«Nessuno ha subìto quanto me violenze e mobbing: il mio lavoro è stato difficile, se non impossibile. Allora, presidente Garimberti, la Rai mi vuole ancora? Vuole che Annozero vada in onda?». Vuole. In fondo a una giornata di repliche e controrepliche, il presidente Rai dice sì e Michele Santoro assicura che da settembre andrà regolarmente in onda. La sensazione, però, è che sia una tregua armata. Qualcosa, tra le parti, s’è rotto. Riavvolgendo il nastro, la mattina inizia col duro affondo del giornalista. «Nessuno della Rai dice che Annozero è un programma irrinunciabile, capite la drammaticità della situazione?», domanda Santoro sottolineando come la Rai somigli «sempre più a Mediaset». Chi risponde, 5 ore dopo, è proprio Paolo Garimberti: «Adesso Annozero può cominciare». Garimberti però, dopo la carezza dà uno schiaffetto a Santoro: «Perché, prima di avviare con la Direzione Generale una trattativa per la sua uscita, non è venuto da me a chiedermi se volevo Annozero in onda?». Poi, l’affondo. «Ho il massimo rispetto per il suo diritto ad essere artefice del proprio destino – conclude Garimberti – anche se, in un momento di grave crisi, a differenza di tanti altri, ha la fortuna di poter scegliere tra due opzioni egualmente remunerative». Santoro interviene e assicura: «Il presidente spenga il cerino e accenda la tv: torniamo a settembre». A questo punto, l’arringa mattutina, perde peso. Perché il conduttore aveva detto: «Se la Rai pensa che il programma la fa fuori dal vaso, ci lasci liberi di andare: io continuo a difendere la libertà che ogni giorno si riduce», spiega riferendosi ai bastoni tra le ruote messi davanti ad Annozero, che lui considera un programma «che ha fatto la differenza con 12 prime serate vinte» nell’anno appena concluso. Numeri che «hanno fatto guadagnare l’azienda ma – sottolinea – l’editore non solo non ci ha dato premi, ma mi ha anche attribuito la completa responsabilità». Insomma, lui farebbe il mazzo e la Rai farebbe cassa. -leggo.it-