Pensioni donne, Brunetta: governo pronto al via libera

Manovra e richiamo da Bruxelles, un mix pesante. Renato Brunetta anticipa che sull’aumento a 65 anni dell’età pensionabile per le donne nel pubblico impiego il governo deciderà nel prossimo Consiglio dei ministri di giovedì. Mentre il Pdl smentisce condoni edilizi nella manovra. Come ricorda il ministro della Pa, oggi «il collega Sacconi vede la Commissione Ue» per parlare di equiparazione pensionistica di pubbliche e pubblici dipendenti. La quale, più volte reclamata dalla Commissione – fino all’ultima lettera di giovedì scorso, con cui si minaccia il deferimento dell’Italia alla Corte di giustizia europea – era stata prevista dall’esecutivo per il 2018. Ma «l’Europa », spiega Brunetta, «dice che il lasso di tempo è troppo lungo». Ma la questione è di quelle su cui poggia la pax sindacale di cui gode il governo attuale. «Si troverà una soluzione equilibrata », spiega il ministro, «con un interessante via di mezzo, non il 2018 ma non il 2012 (probabile che sia tra il 2013 e il 2014, ndr). L’Europa su questo si è in parte accanita». Anche se Brunetta afferma che quando la compagine di Berlusconi decise la parificazione fu «coperto di insulti dai benpensanti italiani, dai sindacati e dalla sinistra radical chic». Quanto alla Finanziaria Brunetta sogna una rivoluzione copernicana: che i parlamentari vogliano tagliare di più anziché di meno. «L’auspicio è di rafforzare i saldi. Ma credo che la manovra possa migliorare nel passaggio alle Camere. Arrivare a 25 miliardi» da 24,9, osserva «sarebbe un segnale di serietà». E appunto, le forche caudine delle camere. Pressato dal Pdl e dai ministri, Berlusconi ha escluso la fiducia sulla manovra, aprendo a modifiche. Anche da parte dell’opposizione. A saldi invariati, ha però specificato. Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, capogruppo e vice del Pdl al Senato, fanno sapere che «è presto per parlare di emendamenti». E comunque quelli che passeranno «saranno presentati dal vertice del gruppo del Pdl. Ad esempio sul personale in divisa». Precisazione che serve anche a smentire il mini-condono su abusi edilizi commessi per «necessità » cui pensano alcuni senatori del Pdl. Idea che Gasparri e Quagliariello derubricano alla voce «polemiche pretestuose, come quelle della sinistra sui condoni che non ci saranno». Oggi pomeriggio si riunisce il Comitato Economia e Finanzia del Pd per valutare l’atteggiamento da tenere in Parlamento sulla Finanziaria. Il responsabile economia democrat Stefano Fassina non chiude alla discussione, a due condizioni: niente condoni né fiducia. Mossa rivolta più all’Udc che non all’esecutivo. Perché anche Pierferdinando Casini dice no ai condoni, e chiede a Berlusconi, oltre che di smetterla con la «propaganda», di coinvolgere tanto l’Udc quanto il Pd. Un modo per riproporre il governissimo di «responsabilità». Con l’Idv il problema non si pone, visto che il capogruppo Massimo Donadi definisce la manovra manovra «lacrime e tagli: colpisce sempre i soliti noti». -epolis-