La dieta di Calderoli per i big del pallone

Toghe, dipendenti pubblici, enti locali. E il pallone? Roberto Calderoli spariglia sulla manovra chiedendo che «il mondo del calcio partecipi ai sacrifici degli italiani di fronte alla crisi». In vista dei mondiali sudafricani, il ministro Calderoni auspica un taglio agli «eventuali premi ai calciatori. Anzi, sarebbe un bel gesto se calciatori e Federcalcio ne devolvessero parte a titolo onorifico ». Ma il primo a insorgere è un collega: il ministro della Difesa Ignazio La Russa. Che dice: «Calderoli mi piace molto più come ministro che come commentatore sportivo». Quindi «meglio che si occupi della Padania ». Come mai una risposta tanto acida? La Russa è un tifoso interista piuttosto caldo. E nella sua intervista a un’agenzia, Calderoli fa un chiaro riferimento a Massimo Moratti, petroliere e proprietario di raffinerie oltre che dei nerazzurri: «Le società di calcio ridimensionino gli ingaggi tenuto conto che i Cip 6 (gli incentivi grazie ai quali i produttori di energia da rinnovabili o assimilate la rivendono a circa tre volte il prezzo di mercato, hanno drogato il mercato. Mentre sugli stipendi dei calciatori non possiamo intervenire, sui Cip 6 sì». E Calderoli precisa pure che l’Inter non è una squadra «italiana». Il portiere azzurro Gigi Buffon sfida il leghista: mi dica «dove dovrebbero andare i soldi e ci faccio un pensiero. Non capisco come mai i politici cavalchino sempre i Mondiali per certe sparate, per poi fare retromarcia se le cose vanno bene». Fabio Cannavaro: «Siamo un paese ridicolo». Massimo Donadi (Idv) commenta che sì, alcuni ingaggi nel calcio «sono quasi offensivi » ma l’idea di Calderoli è «uno spot per distrarre i cittadini». E Stefano Fassina (Pd) propone a Calderoli di chiedere a Berlusconi, che possiede il Milan, «di contribuire ai sacrifici». -epolis-