Benedetto XVI: stop alla tensione o sarà bagno di sangue

Benedetto XVI teme un «bagno di sangue» in Terrasanta. E critica Tel Aviv con insolita durezza: «L’occupazione israeliana è un’ingiustizia politica imposta ai palestinesi». Da Nicosia, meta finale della sua visita a Cipro, il Papa ha levato la sua voce di fronte ai venti di guerra che soffiano in Medio Oriente. Chiedendo un «urgente e concertato» sforzo internazionale per porre fine alle tensioni in Terrasanta. E nel documento base del Sinodo Vaticano sulla regione, in programma dal 10 al 24 ottobre, Benedetto XVI ha definito la politica di Tel Aviv e l’egoismo delle grandi potenze come principali elementi destabilizzanti dell’area. Ieri, il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha respinto la proposta del segretario Onu Ban Ki-Moon di condurre un’indagine multinazionale sul blitz contro la nave passeggeri turca Marmara, conclusosi con nove morti e decine di feriti. «Siamo uno stato sovrano, indagheremo con i nostri mezzi», replicano a Tel Aviv. Aperture, invece, sulle modalità del blocco di Gaza: Israele faciliterà il transito di merci nei suoi valichi, ma a condizione che i dirigenti di Hamas consentano alla Croce Rossa di visitare Ghilad Shalit, il soldato prigioniero a Gaza da quattro anni. Ieri il governo israeliano ha ordinato l’espulsione verso l’Irlanda di 11 passeggeri della Rachel Corrie, la nave con aiuti umanitari intercettata a 20 miglia dalla costa di Gaza. Fra gli espulsi anche Mairead Maguire, ex-Premio Nobel per la pace. E resta la tensione con Ankara: il premier turco Erdogan ha ipotizzato di partecipare personalmente a una prossima spedizione pro-Gaza. -leggo.it-