Papa Ratzinger apre al dialogo: musulmani nostri fratelli

L’uccisione del vescovo Luigi Padovese «non è un assassinio politico o a sfondo religioso. La Turchia non c’entra ». Le parole di Benedetto XVI rimbombano sull’Airbus "Giuseppe Ungaretti" diretto a Cipro. Primo Papa a mettere piede sull’isola-ponte con il Medio Oriente, Joseph Ratzinger lancia un invito al «dialogo con i fratelli musulmani». Dal 1974, data dell’invasione turca, Cipro è divisa in due comunità: quella greca e quella islamizzata dopo la conquista. In questo luogo simbolo, il Pontefice consegnerà l’Instrumentum Laboris: «un documento di lavoro in vista della Assemblea speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei vescovi». Il portavoce della Santa Sede non ha escluso la possibilità di un incontro, ancora non previsto, con la comunità islamica locale. Quello di Ratzinger, ha spiegato padre Federico Lombardi ai microfoni di Radio Vaticana, è «un viaggio per la comunione ecclesiale, per il dialogo ecumenico, per la pazienza dello sforzo di pace». La visita di tre giorni del Papa a Cipro giunge a ridosso del sanguinoso assalto della Marina israeliana alla flottiglia della pace. Una vicenda che divide la comunità internazionale e su cui Benedetto XVI dimostra equilibrio: «Dopo tutti i casi di violenza, non bisogna perdere la pazienza e avere il coraggio di ricominciare », afferma prima di atterrare all’aeroporto di Paphos, a sud-ovest di Nicosia. -epolis-