Le toghe in sciopero contro i tagli, Berlusconi: con Tremonti tutto ok

Manovra in corso. Le toghe confermano le sciopero mentre Berlusconi serra le sue file. Una nota di palazzo Chigi assicura che «fuori dagli intrighi di palazzo Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti continueranno a lavorare insieme legati da un’antica amicizia». Nel comunicato si fa presente che anche il premier è al lavoro sulla Finanziaria, basata «sull’impegno europeo », col ministro dell’Economia. Su due punti: il primo è la «stabilizzazione finanziaria». Il secondo quanto «è necessario e possibile per rendere il nostro Paese competitivo sulla crescita, a partire da un grande progetto di liberalizzazione». Con «la più grave» crisi finanziaria «nel mondo dopo quella del 1929», si legge, «il Governo Berlusconi è fermamente convinto di aver fatto la cosa giusta, nel tempo giusto». Non manca un richiamo ai parlamentari, in particolar modo ai finiani quando si dice che l’esecutivo porterà il provvedimento in Parlamento «certo del senso di responsabilità della sua maggioranza». Dal Pd il braccio destro di Bersani Filippo Penati commenta che se la crisi è «la più grave dal ’29», per 2 anni Berlusconi ha «mentito ». E da Annozero lo stesso Bersani manda a dire a Tremonti: di’ la «verità», ammetti i tuoi errori e collaboreremo; altrimenti niente. Tutte le magistrature fanno quadrato e risponderanno con lo sciopero a quelli che definiscono «tagli iniqui» ai loro stipendi. Per l’Anm, che guida la protesta, deciderà domani il Comitato direttivo centrale ma il pacchetto sarà di due giorni e sono pronte giornate di sospensione delle attività di supplenza. Il Comitato di Coordinamento fra le Magistrature ribadisce «l’assoluta contrarietà alle misure eccessivamente penalizzanti» che non toccano gli sprechi «del settore più volte segnalati». La Giunta dell’Anm dichiara di essere «consapevole della crisi in cui versa il Paese» e di non volersi sottrarre al «dovere di cittadini e contribuenti ». Ma il sindacato delle toghe si spinge nel merito delle ricette della Finanziaria che, sostiene, colpisce solo il «pubblico impiego », non «evasori, patrimoni illeciti, grandi rendite e ricchezze del privato; paralizza il sistema giudiziario e mortifica il personale amministrativo; mina l’indipendenza della magistratura. È inaccettabile essere considerati uno spreco per la giustizia». Ancora: «Incide in misura rilevante sulle retribuzioni » delle giovani toghe, rischiando di «allontanare i giovani dalla magistratura » . L’Anm fa un esempio: «Un magistrato o altro funzionario con stipendio lordo di 150mila euro subirà un taglio di 3mila euro lordi l’anno (il 2%) uno di prima nomina con stipendio lordo di circa 40mila euro subirà tagli per circa 10mila euro lordi l’anno (circa il 25%)». Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati Pdl, replica a brutto grugno: si «conferma» che l’Anm «fa politica in modo continuo e organico ». Ma dall’Idv Tonino Di Pietro è d’accordo con lo sciopero, perché i magistrati non possono «essere criminalizzati » dai tagli. -epolis-