Manovra, magistrati in rivolta

I tagli spaventano, l’Anm annuncia lo sciopero. Montezemolo contro il ministro dell’Economia. Una «antica amicizia e un lavoro leale» per dar vita ad una manovra finanziaria «giusta e fatta nei tempi giusti». Il premier Berlusconi torna a parlare delle misure adottate dal governo per far quadrare i conti pubblici e smentisce ancora una volta le tensioni col ministro Tremonti, ieri duramente criticato dalla Fondazione di Montezemolo, Italiafutura. Ma le valutazioni del presidente del Consiglio non sono condivise da tutte quelle categorie che vedono a rischio retribuzioni e futuro. A cominciare dai magistrati che hanno annunciato lo sciopero perché le «norme non incidono sulle fonti di spreco del settore». O i farmacisti che stimano una perdita di 18mila posti di lavoro e la riduzione del 25% degli esercizi. Per sedare almeno questa protesta sarebbe pronto un emendamento per salvare le farmacie che servono i piccoli centri. I sindacati invece si danno appuntamento il 7 giugno in piazza per protestare contro i tagli alla cultura. Con loro il deputato Pdl Luca Barbareschi, non l’unico della maggioranza a chiedere dei correttivi alla manovra. Berlusconi avrebbe aperto alla possibilità di modifiche in aula purché il peso delle misure rimanga complessivamente di 25 miliardi. La Lega ha già la sua proposta per contrastare l’evasione e far crescere le entrate: combattere gli ambulanti irregolari. La soppressione delle miniprovince, invece, scomparsa dalla finanziaria, potrebbe rientrare con un emendamento alla legge che riforma il Codice delle autonomie. -leggo.it-