Inchiesta su Israele, no dell’Italia

Israele libera i sei attivisti italiani. E l’Italia «grata al governo di Tel Aviv» si unisce al fronte del no all’Onu, sulla richiesta (approvata a maggioranza) di una missione di inchiesta internazionale sul blitz israeliano contro la flottiglia diretta a Gaza. Israele è «uno Stato democratico, in grado di condurre un’inchiesta credibile e indipendente» fa sapere la Farnesina allineandosi alla posizione degli Usa. Ma l’opposizione insorge, definendo «grave» il voto italiano e chiedendo spiegazioni al governo. Tel Aviv, intanto, insiste con la linea dura: quella intercettata in alto mare «non era una Love Boat, bensì una flottiglia terroristica» ha sottolineato il premier, Benyamin Netanyahu, aggiungendo che senza il blocco «Gaza sarebbe un porto iraniano». Ma ieri si sono levate nuove, autorevoli voci contro l’azione del governo israeliano. Come quella del neo-premier britannico, David Cameron, che ha definito «del tutto inaccettabile» l’attacco agli attivisti e ha chiesto di rimuovere il blocco navale a Gaza. E le pressioni internazionali hanno già prodotto un primo risultato: Israele ha deciso di rilasciare i circa seicento attivisti stranieri detenuti. I sei italiani – Giuseppe Fallisi, Angela Lano, Marcello Faraggi, Manolo Luppichini, Manuel Zani e Ismail Abdel-Rahim Qaraqe Awin – sono stati imbarcati su voli speciali diretti in Turchia. Restano in Israele soltanto i corpi dei morti, avvolti ancora dal segreto. -leggo.it-