Spider-man cambia il colore della pelle

Negli anni ha cambiato costume, superpoteri, fidanzata. È morto e risorto, si è spostato da un universo all’altro, ha viaggiato nel futuro e nel passato. Ma per quasi mezzo secolo il colore della sua pelle non è mai stato messo in discussione: l’Uomo Ragno è un supereroe giovane, americano e bianco. Almeno fino a ieri: creato nel 1962 e portato sul grande schermo per tre volte dal californiano Tobey Maguire, nel quarto capitolo della saga (al cinema nel 2012) Spider-man potrebbe avere il volto del comico afro americano Donald Glover, protagonista della sit-com Community. La candidatura, lanciata ieri dallo stesso Glover in reazione alla lista di potenziali Spider-man annunciata dalla Sony, ha fatto discutere l’America del dopo Obama. «Cercano un nuovo attore per Spider-man – ha detto Glover lanciando l’appello via Twitter – chi dice che non può essere un nero? Io mi propongo». A favore del possibile cambiamento, che ha già spiazzato i puristi della saga, giocherebbe il fattore sorpresa: dopo il licenziamento in tronco di tutto il cast della trilogia, protagonista e regista inclusi, la Sony ha già annunciato l’intenzione di trasformare il quarto capitolo de L’Uomo Ragno in «qualcosa di nuovo» che tagli i ponti di netto con i film precedenti. Glover, ottimo imitatore di Obama e volto noto della tv Usa, avrebbe le carte in regola per indossare la tutina: «Non ci vengano a dire che un attore afro-americano non fa incassi – dicono i suoi sostenitori, che già lo paragonano al re del box office Will Smith – e poi per metà del tempo l’Uomo Ragno ha la maschera, il colore della pelle non si vede nemmeno». Nessuna reazione dalla Sony, cui Glover chiederebbe «solo la possibilità di un provino», silenzio anche dalla Marvel, che in passato autorizzò una versione indiana e una giapponese del fumetto. E, dunque, starebbe valutando l’ipotesi. «Spider-man è il simbolo dell’America, ma è anche un orfano che da giovane ha avuto difficoltà a farsi accettare – dicono i supporter di Glover – E vive nel quartiere più multietnico di New York: difficile credere che abbia la pelle bianca». -leggo.it-