Provinciali, astensione record in Sardegna

Solo cinque anni fa il raddoppio. Eppure le Province sarde, passate nel 2005 da quattro a otto, non sono riuscite ad "emozionare" gli elettori. A vincere sull’Isola, alla fine, è stato il partito dell’astensionismo. Un crollo di ben undici punti rispetto alla ultima chiamata alle urne; cinque se si guarda alle percentuali delle elezioni comunali. Alla chiusura dei seggi, alle 15, il dato definitivo sui votanti è inchiodato al 56,7% contro il 68,2 delle precedenti consultazioni. In picchiata Cagliari con il 47,3%, la performance peggiore: un calo verticale di 15 punti. Solo la metà degli elettori si è dunque presentata ai seggi per rinnovare le province. Lo spoglio, intanto, procede. Tranne Oristano, già roccaforte del centrodestra, il Pdl ha guadagnato un nuovo "feudo": la Gallura. La coalizione di centrosinistra, che invece governava in sette province su otto, è riuscita a ottenere una riconferma solo nel Sulcis-Iglesiente e nel Medio-Campidano. A Cagliari, Sassari, Nuoro e in Ogliastra si profila un possibile ballottaggio. Nel capoluogo , in particolare, sarebbe in vantaggio Giuseppe Farris (centrodestra) sull’uscente Graziano Milia (centrosinistra). Exploit degli indipendentisti dell’Irs che in alcune province superano al momento lo sbarramento del 4%. Poche certezze per le comunali dove lo spoglio è solo all’inizio. Si è votato in 176 comuni tra cui Nuoro, Sassari e Iglesias. Un dato, però, sarebbe già acquisito: Quartu Sant’Elena (Cagliari), terza città della Sardegna, potrebbe passare dal centrosinistra al centrodestra, con il sindaco uscente Gigi Ruggeri che in tv ha già fatto gli auguri al suo avversario, Mauro Contini. -epolis-