Apoteosi Basso al Giro d’Italia: dico addio all’infelicità

Ventisei anni dopo, dal 10 giugno 1984 al 30 maggio 2010, il Giro d’Italia incorona un italiano a Verona (l’ultima crono va allo svedese Larsson): allora fu il 32enne trentino Francesco Moser, che aveva inseguito invano la maglia rosa per tutta la carriera; oggi è il varesino Ivan Basso, di nuovo vincitore dopo il 2006 e la squalifica di due anni legata all’Operacion Puerto nel 2007. Basso ha costruito il successo, meritato, sui tapponi più duri, giovandosi anche di un team corazzata, la Liquigas, che l’ha pilotato al trionfo attraverso la cronosquadre di Cuneo. «È stata una corsa durissima, spettacolare e incerta. La gente ha visto che ho lottato fino all’ultimo per conquistare la maglia rosa. Quella parte di me ancora infelice ora è tornata al 100% della felicità», ha detto Ivan Basso. Medie più basse rispetto al 2009, solo il 70% dei partenti (139) arrivati al traguardo dopo 21 tappe, più di 500 controlli antidoping e una corsa tra le più belle degli ultimi 20 anni, per il percorso, l’alternanza dei corridori al comando (ben 7), la fuga-bidone dell’Aquila (19 maggio) di cui si parlerà per anni, lo sterrato di Montalcino e la definitiva consacrazione di Vincenzo Nibali, 25 anni, messinese, terzo al traguardo (a 2’37’’). Emozioni così non si vivevano, forse, dal Giro’88, quello della tormenta di neve sul Gavia, vinto dall’americano Hampsten. Quattordici successi stranieri, ma i più belli sono stati firmati dai corridori di casa: Nibali ad Asolo, Basso sul Monte Zoncolan, Garzelli a Plan de Corones, Scarponi all’Aprica. Alla fine la trappola architettata da 56 ciclisti, tra cui Carlos Sastre, la più grande delusione del Giro, tra Lucera e L’Aquila, ha dato uno scossone terribile alla corsa, consentito allo spagnolo Arroyo di arrivare secondo (a 1’51’’), ma non determinato il risultato finale, visto che il Bis dopo il 2006 più forte di tutti ha comunque vinto. Il favorito era l’australiano Cadel Evans, che ha mostrato orgoglio e determinazione, fallendo però l’appuntamento con il successo in un grande giro. Male anche Vinokourov (sesto). Nessuna vittoria parziale per Petacchi (anche sfortunato) e Cunego. Adesso Ivan Basso non si ferma, tutt’altro, rilancia: sarà al Tour de France a combattere con Armstrong, Andy Schleck e naturalmente Alberto Contador, che sembra imbattibile: «Negli ultimi anni ha dimostrato una superiorità disarmante, ma io sono migliorato molto e ci credo». Giro e Tour nello stesso anno? L’ultimo fu Marco Pantani, nel 1998. -dnews-