Marea nera, catastrofe mai vista

Il colosso inglese prepara il piano D giudicato pericoloso: 4 giorni per valutare i risultati. A distanza di tre giorni e 35 mila barili di fluidi, è ufficiale: Top Kill, l’ultima manovra tentata da British Petroleum per fermare la marea nera nel Golfo del Messico, è stata abbandonata. Un nuovo flop per l’amministrazione Obama, sulla cui immagine la cattiva gestione della crisi rischia di avere effetti disastrosi. L’annuncio della nuova battuta d’arresto – la terza dopo il fallimento della cupola e del siringone – è stato affidato a Doug Suttles, Chief Operating Officer di Bp: Top Kill è stata abbandonata dopo aver pompato 35 mila barili di fanghi nel pozzo danneggiato 40 giorni fa. Il tempo corre, il greggio continua a fuoriuscire e Bp passa al piano D, una nuova manovra per cui si è data 4 giorni di tempo. Si chiama Lower Marine Riser Package: un cappuccio verrà posizionato sopra la supervalvola che non ha funzionato in aprile e collegato alla nave di appoggio con cui Bp si augura di catturare il grosso del greggio e del gas che escono dal pozzo. Il piano preoccupa Barack Obama. Il presidente non ha nascosto agli americani che il nuovo tentativo «non è senza rischi», motivo per il quale non è stato messo in atto prima. La marea nera «è la peggior catastrofe ecologica degli Usa – ha detto Carol Browner, responsabile della Casa Bianca per l’ambiente – ci sono maggiori quantità di petrolio che stanno inquinando il Golfo del Messico rispetto a qualsiasi altro momento della nostra storia». Addirittura rispetto al dramma della Exxon Valdez, petroliera naufragata nel 1989 in Alaska. Ma il colpo peggiore ad Obama lo assesta il Governatore della Lousiana, Bobby Jindal: al presidente, ha detto, è mancata «la percezione dell’urgenza» del dramma. -leggo.it-