Certificazione, in vigore ma non si vede

Energia, da un anno obbligo di classificare le case in base al consumo. Dal primo gennaio dello scorso anno l’obbligo della certificazione energetica degli edifici in vendita o in affitto è legge anche in Italia, ma secondo un’analisi di Immobiliare.it a un anno dall’entrata in vigore della norma solo il 53% degli annunci di vendita e appena il 37% di quelli in affitto è in regola. L’attestato di classificazione energetica (Ace) è uno strumento di trasparenza molto importante per il consumatore perché offre la possibilità di conoscere, prima ancora di acquistare l’immobile, quanto incideranno i consumi energetici nella gestione dell’immobile, ma purtroppo in pochi lo sanno. «Quello che emerge dalla nostra indagine, – spiega Carlo Giordano, ad di Immobiliare.it – è che per evitare i costi della perizia, spesso si ricorre ad un’a utocertificazi one in classe G, pratica peraltro non legalmente valida né consentita, con l’intento di classificare realmente l’immobile solo all’atto del rogito; questo è espressione di una forte resistenza da parte dei proprietari che, scoraggiati dai lunghi tempi di vendita, sono disposti a spendere solo dopo aver trovato l’ac – quirente». Le parole di Giordano trovano conferma nei numeri: sugli oltre 60.000 annunci in mano ai privati presi in considerazione nell’analisi, solo l’11% ha una certificazione valida. La percentuale sale al 46% per gli annunci gestiti da agenzie immobiliari indipendenti, al 58% per quelli gestiti da intermediari affiliati a grandi gruppi (dotati di sistemi di certificazione dalle sedi centrali) e addirittura al 97% per quelli proposti direttamente dai costruttori per i quali, però, la certificazione energetica è un obbligo fin dalla fase progettuale. -Dnews-