Tutti uniti per il saluto a don Mario

Don Mario Amava i delfini. Le sue rose (che curava nel giardino di via Ambrosini, nella sede del Centro italiano di solidarietà) e i ragazzi che dal 1968 accompagnava in un cammino difficile: quello del recupero dalle tossicodipenze. Don Mario Picchi, il fondatore del Ceis, si è spento sabato sera, in una stanza del Fatebenefratelli all’isola Tiberina. Il suo cuore non ce l’ha fatta. Mario, come voleva esser chiamato dai suoi collaboratori e dagli stessi utenti delle sue comunità, ha però lasciato un insegnamento: «Nessuno è solo». Parole che restano stampate nella mente e nei cuori di chi ha lavorato con lui o chi, grazie a lui, è riuscito a ricostruire un presente e un futuro. Perché Mario era questo: un uomo semplice che, con passione e dedizione, è riuscito a costruire nel tempo qualcosa di grande. Di importante. Il suo Ceis era la casa di tutti: le porte sempre aperte, nessun pregiudizio. Dall’uomo della strada ai figli di famiglie bene: non c’erano piani privilegiati. Ieri nella camera ardente (i funerali si svolgeranno domani alle 11.30 nella basilica di San Giovanni) allestita nella sala verde del Fatebenefratelli, c’è stato un andirivieni di ragazzi, genitori, politici: più di mille persone. Tutti col capo chino e gli occhi lucidi davanti a quel signore di 80 anni che con la sua saggezza e la sua umanità aveva trovato la via di fuga dalla tossicodipendenza. «Una vita spesa per i più deboli», così lo ha ricordato l’ex sindaco Veltroni. «Per tutto il paese Don Picchi ha rappresentato un’esperienza assolutamente straordinaria. La Regione aiuterà il suo successore», sottolinea Renata Polverini. «Gli dedicheremo una via – promette Alemanno – e concederemo l’area di Capannelle (dove c’è la comunità Santa Maria) al Ceis». Oggi in consiglio comunale ci sarà un minuto di silenzio in suo onore. Nelle sue comunità sono passati in 40 anni più di 300.000 ragazzi e neanche uno di questi non ha avuto la fortuna di scambiare con lui anche un semplice ciao. Mario c’era sempre: forse era il suo segreto. E ora che quegli occhi azzurri si sono chiusi per sempre, ognuno di noi è un po’ più solo. -leggo.it-