Liam, occhio agli Oasis

A ottobre il singolo degli Oasis: il cd uscirà nel 2011 e sarà curato da uno dei produttori degli U2. Liam Gallagher, l’uomo che non rifiutava mai un brindisi con i fans che dopo i concerti degli Oasis riuscivano ad avvicinarlo in albergo, che tirava avanti quasi volesse sfidare il fratello Noel, sicuro che a un certo punto avrebbe preso l’ascensore per lasciare la combriccola e soprattutto lasciare lui come unica attrazione, ha voglia di ricominciare. È pronto a rimettere le mani dietro la schiena e piegarsi sul microfono arrogante, provocatorio come sempre. Già, perché a vederlo sul palco sembra odiare quell’arnese e ci piazza la faccia contro come si fa fra teppisti per strada, quando ci si misura avvicinandosi muso a muso per difendere il territorio, pronti alla scazzottata. Scena? Forse, però colpisce. Comunque, lasciato il fratellone Noel dopo l’ennesima lite, è tornato in sala per un nuovo album. Chiaramente non ci sarà Noel, col quale fra una scazzottata e l’altra aveva costruito la leggenda Oasis. Ma ha rimesso in pista Andy Bell, Gem Archer e Chris Sharrock. Praticamente gli Oasis senza Noel e i suoi fedeli: il bassista Jeff Wootton e il tastierista Jay Darlington. Del resto è il sound Oasis che ha in mente Liam, cresciuto a pane e brit-pop, esaltato da John Lennon e non indifferente agli eccessi dei Rolling Stones e degli Who. La banda è stata battezzata Beady Eye. Questo primo album sarà prodotto da Steve Lillywhite, noto per aver collaborato con U2 e Peter Gabriel e dovrebbe entrare nel mercato il prossimo anno. Ma in autunno l’album dovrebbe essere preceduto da un singolo. Intanto Liam spera di trasformare in un film un libro di Richard DiLello, The Longest Cocktail Party, che rievoca la storia dei Beatles e della Apple, in poche parole, la sua Bibbia. -leggo.it-