Futuro Maxxi

Tolti i veli al museo, Roma capitale dell’arte contemporanea. Un evento mondiale e un sigillo italiano a quel Rinascimento museale dell’arte contemporanea che sta percorrendo il globo. Il Maxxi, museo nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma, inaugurato ieri, è questo e molto altro. Un’opera faraonica e futuribile costata denaro, ritardi, inciampi e polemiche, ma oggi splendida e arditissima culla per quattro mostre. Sono la prima grande retrospettiva su Gino De Dominicis curata da Achille Bonito Oliva, l’insolito allestimento di Aldo Aymonino per descrivere la complessità della ricerca di Luigi Moretti Architetto, i video – finestra tra Occidente e Oriente di Kutlug Ataman e infine il nuce della collezione delle opere proprie. Opere d’arte nell’opera d’arte sinuosa e immensa della più che conosciuta architetto anglo-irachena Zaha Hadid. Lei, diva, celebrata e ieratica, non manca di sottolineare la difficile genesi del suo parto d’arte e di come sia ancora inconcluso. Poi alla fine si commuove e pesca il ricordo di se stessa ragazzina in visita alle capitali e siti d’arte italiani: «Tutto mi sarei aspettata fuoché questo» e lo sguardo comprende gli spazi luminosi sopra la sua testa. Spazi che si aggiungono alle opere di altre, cosiddette, archistar. Recenti come l’auditorium Parco della musica di Piano e la contestatissima teca dell’Ara Pacis di Meir. E future, come la Nuvola centro congressi all’Eur di Fuksas e la Città dello sport a Tor Vergata di Calatrava. Contando anche la nuova ala del Macro, il museo d’Arte contemporanea di Roma, a firma di Odile Decq, e inaugurata ieri, poche ore dopo l’opening del Maxxi, alimenta gossip di rivalità tra le due donne architetto. Ma mentre Maxxi sarà aperto ufficialmente al pubblico domenica al prezzo di undici euro e da martedì in forma usuale, per la nuova ala del Macro si dovrà attendere almeno fino a ottobre. -leggo.it-