Rignano, la verità può attendere

Il maxi schermo è rimasto spento. E i tentativi di accaparrarsi il posto migliore da parte dei cameramen, assiepati come falchi fuori dalla porta chiusa dell’aula, si sono rivelati vani. L’attesissimo processo per i presunti abusi su 21 bimbi della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio, aperto ufficialmente ieri alle 9,30 presso il tribunale di Tivoli che vede imputati una bidella, tre maestre e il marito di una di loro, accusato di filmare gli stupri sui piccoli, è stato rinviato a settembre dopo un’udienza durata solo dieci minuti. La causa? Semplice quanto paradossale: carenza di organico. In pratica, uno dei giudici di cui è composta la Corte ha chiesto e ottenuto il trasferimento in altro ufficio e ancora non è stato rimpiazzato. A spiegarlo è stato lo stesso Presidente del Tribunale, Bruno Ferraro, durante una conferenza stampa improvvisata nell’elegante biblioteca del nuovo palazzo di giustizia: «Siamo al di sotto come organico di giudici del 20%, cioè ne mancano cinque. Anche se a mio parere le esigenze di organico sono sottostimate. Servirebbero altri otto giudici». Così, in un tribunale affollato di avvocati delle parti civili visibilmente delusi – «non si riesce a celebrare questo processo» – ha fatto eco alle parole del presidente del Tribunale anche il capo della procura, Luigi De Ficchy: «A Tivoli la situazione è disastrosa anche per i pubblici ministeri. Sono solo sette e ognuno di loro ha assegnati circa 2.500 fascicoli pendenti». Sta di fatto che il processo ai presunti pedofili inizierà il 22 settembre. Sempre che il ministero riesca a inviare per tempo il giudice mancante. -leggo.it-