Corea del Nord sul piede di guerra contro Seul

A scatenare la crisi sono state le sanzioni dopo l’affondamento di una corvetta con a bordo 46 persone. Ora Kim Jong-il si appresta ad espellere tutti i sudcoreani.
Tra le due Coree la tensione è sempre più alta, e l’ipotesi di una guerra intestina si avvicina minacciosamente. La crisi si è acuita lunedì, quando Seul ha stabilito le sanzioni contro Pyongyang, accusata dell’affondamento di una corvetta sudcoreana con 46 persone a bordo. Per tutta risposta il leader Kim Jong-il ha accusato la marina meridionale di avere violato la propria frontiera marittima, e ha ordinato ai militari di mettersi sul piede di guerra. Infine ha annunciato che romperà tutti i rapporti con Seul, e non si impegnerà nel dialogo intercoreano fino a quando rimarrà in carica il presidente Lee Myung-bak. Nei prossimi giorni verrà espulso il personale sudcoreano (circa 2mila persone) dal complesso industriale a sviluppo congiunto di Kaesong, gestito dalla Hyundai. Si tratta di una grande area di confine, ma nell’enclave del Nord, nel quale sono presenti oltre 100 aziende sudcoreane che danno lavoro a circa 40mila nordcoreani. Lunedì scorso il presidente Lee aveva annunciato la riduzione delle attività, demandando ulteriori misure a un seconda valutazione sulla base agli sviluppi dei rapporti. La Cina, uno dei pochi alleati della Corea del Nord, ha espresso l’auspicio che si possa trovare una soluzione negoziata: «Pensiamo che il dialogo sia preferibile allo scontro -ha detto Jiang Yu, portavoce del ministro degli Esteri -. Speriamo che le parti mantengano la calma e diano prova di moderazione». -dnews-