Intercettazioni, la legge lunedì in aula al Senato

Il disegno di legge sulle intercettazioni, approvato dalla commissione Giustizia del Senato dopo mesi di discussione e ben tre notturne, approderà a Palazzo Madama il 31 maggio. L’opposizione annuncia battaglia. È molto probabile che si torni alla versione licenziata dalla Camera. Ma ieri, nel vertice a Palazzo Madama, si è deciso anche di presentare nuovi emendamenti che introducano, tra l’altro, una riduzione delle sanzioni per gli editori. Tornerebbe poi la condanna per i cronisti e verrebbe riformulato l’emendamento “D’Addario. In vista di venerdì – termine ultimo per presentare gli emendamenti – il ddl vedrà confermare i gravi indizi di reato e lascerà quasi certamente la possibilità per il cronista di raccontare gli atti di indagine per riassunto, come suggerito da Giulia Bongiorno. Insomma si prospetta un testo più soft, a cui ha contribuito il dissenso dei finiani, rientrato dopo l’incontro tra Fini e Ghedini. Il governo fa comunque quadrato. Primo tra tutti il ministro Frattini: «Nessuna legge italiana indebolirà la lotta al terrorismo o alla mafia». Mentre Schifani, che ieri ha chiamato il sindacato dei giornalisti, invita a trovare punti di convergenza, anche perché, ha detto, «non verrei che venisse licenziato dal Senato una legge bavaglio». L’opposizione annuncia ostruzionismo. Di Pietro invita il capo dello Stato «a tenere la schiena dritta». Di deriva pericolosa parla invece Pier Luigi Bersani. -dnews-