La Rai si ribella al Tg1 velinizzato

Da ieri a Saxa Rubra si parla solo di «velinizzazione» del telegiornale. Sul banco degli imputati ancora lui, il discutissimo direttore Augusto Minzolini, e la sua scelta di portare al Tg1 delle 20 la giovane e biondissima Laura Chimenti. «Adesso non ne voglio parlare», dice la nuova «anti-Busi»: 34 anni, professionista dal 2000, una grande amicizia con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Per Minzolini si tratta di una scelta strategica: sostituire i vecchi volti con nuovi «più freschi e spigliati», perché «la conduzione è un ruolo che consuma». Fatto sta che il nuovo incarico della Chimenti, che meno di due anni fa si fece rubare in diretta il microfono dal disturbatore Paolini, riapre il dibattito sul «telegiornale formato Minzolini», cioè un servizio di informazione acritico, che punta solo sulla forma e dai contenuti parziali. «Non mi interessa parlare lei, il problema è un altro», dice della collega Maria Luisa Busi. «Dove sono le donne con i salari più bassi d’Europa, gli uomini che hanno perso il lavoro, i giovani con un futuro peggiore dei padri? Il Tg1 quest’Italia non la racconta più». E mentre il Comitato di redazione del Tg1 si dice preoccupato perché «si rischia di arrivare a un telegiornale in cui chi ha una visione critica viene allontanato», Minzolini sembra trovare seguaci solo nelle reti Mediaset. L’ultima è proprio del collega Clemente Mimun, che ha definito «perfette Bond girl» le nuove conduttrici del Tg5: tre ragazze che, a detta del loro direttore, sono preparate «ma soprattutto molto televisive e carine». C’è chi sostiene che con l’addio della Busi finisca l’era delle telegiornaliste impegnate e aggressive. Certo è che una nuova strategia è già in atto: quella della bellezza prima di tutto, in cui l’informazione si confonde (o si perde?) nell’intrattenimento. In quello strano mix che gli addetti ai lavori definiscono «infotainment». -leggo.it-