Dietrofront Santoro, ma se ne andrà

Santoro resta in Rai. Santoro lascerà la Rai. Nuovo capitolo della querelle tra il conduttore di Annozero e viale Mazzini: ieri il giornalista ha fatto un passo indietro attraverso un comunicato, ma la sensazione è che entro la prossima settimana troverà un accordo per uscire di scena. «In questa situazione – scrive Santoro – non ha alcun senso continuare ad immaginare cambiamenti il cui scopo fondamentale era solo porre fine ad una vertenza giudiziaria e progettare nuovi format nell’interesse della Rai e del pubblico». Michele è furioso per «le continue fughe di notizie», che hanno «violato l’impegno di riservatezza indispensabile per un possibile accordo con la Rai favorendo interpretazioni fantasiose lesive della mia immagine. Trasmissioni televisive della Rai hanno potuto entrare nel merito di una trattativa in corso d’opera con un profilo denigratorio dei miei comportamenti di professionista. Non era mai avvenuto in precedenza». Tradotto in soldoni, a Santoro non sono andate giù le dichiarazioni di Bruno Vespa («le persecuzioni politiche sono un eccellente investimento») e i particolari dell’accordo con cui avrebbe dovuto mettere fine al rapporto di lavoro con la Rai (nell’accordo era prevista una clausola di riservatezza). Ieri però, il dg Mauro Masi ha incontrato Lucio Presta, manager di Santoro, uno degli uomini più potenti della tv (gestisce tra gli altri Bonolis, Perego e Belen) per una mediazione che a questo punto è delicatissima. Il giornalista di Annozero si sente ormai fuori dalla Rai e le sue necessità non sono cambiate: ha voglia di provare a fare una nuova tv, le docu-fiction di cui si è già parlato (previste due serie di cinque puntate da 13 minuti ciascuna e altri due miniserie di 100 minuti) a un costo che viaggia attorno al milione l’una. Milioni di euro che hanno sollevato un polverone che, lo stesso Santoro, non si aspettava. Ad oggi dunque, la trattativa è rotta: Michele è ancora un dipendente della Rai, la lunga chiacchierata tra Masi e Presta dovrebbe aver messo fine al tormentone. Qualche euro di meno (dai 14 totali ai 10-12) e tutti felici e contenti. Forse. -leggo.it-