Roma, tassa sui turisti, albergatori in rivolta

Non gli piace neanche un po’. La manovra che introduce la tassa sul turismo – inserita nel pacchetto per i fondi di Roma Capitale – è stata giudicata senza mezzi termini da Federalberghi: «È un’assurdità». Il presidente dell’associazione alberghiera, Bernabò Bocca, si scaglia contro la proposta di applicare la tassa di 10 euro per i turisti che alloggiano negli alberghi di Roma, con lo scopo di favorire il rientro dai debiti della Capitale. «È incredibile – spiega – che anziché penalizzare quelli che visitano Roma di passaggio, senza lasciare alcuna ricchezza, finiscano nel mirino i turisti che invece la arricchiscono soggiornando negli alberghi, costringendoli a pagare un obolo sostanzioso». In effetti la misura, varata dal consiglio dei ministri, ha fatto sobbalzare dalle poltrone un po’ tutta la categoria: già 10 anni fa era stata ventilata l’ipotesi, ma Federalberghi fece letteralmente le barricate e la proposta decadde ancora prima di nascere. Ma cosa accadrà ora? «Una famiglia di quattro persone che si ferma per quattro giorni a Roma – dice Bocca – dovrà pagare 160 euro. È una cosa fuori dal mondo che non esiste in nessuna città d’Europa. Si tratta di un’idea altamente diseconomica con delle pesanti ricadute: in breve tempo avremo migliaia di lavoratori in cassa integrazione, aziende che chiuderanno e Roma fuori dal circuito turistico internazionale». Al momento c’è stato ancora tempo per organizzare una protesta seria, si sono solo rincorse voci e rumors: «Stiamo rischiando molto – dice Bocca – Roma vive di turismo e gravare ancora di più sulle tasche dei visitatori è un rischio che non si deve correre. I turisti sono fonte di valuta pregiata per il paese». -leggo.it-