Manovra dura? Ai consiglieri maxi-stipendi

Tremonti: raccordi autostradali a pedaggio e sanatoria per le case fantasma. Statali, salari bloccati sino al 2013. «Sacrifici duri e, speriamo, temporanei». Non usa mezzi termini il sottosegretario Letta per definire la manovra finanziaria che il governo sta preparando per sanare i conti pubblici. Sacrifici che saranno richiesti ai dipendenti pubblici i cui stipendi rimarranno bloccati fino al 2013 e a chi aveva intenzione di andare in pensione. Un po’ meno ai parlamentari e ministri a cui verrà sì applicato il taglio del 10%, ma solo per la parte di indennità che supera gli 80mila euro annui di stipendio. Chi non subirà tagli agli stipendi, ma li vedrà crescere, saranno invece i consiglieri capitolini che, con la riforma di Roma Capitale, passeranno da 1600 a 2000 euro. A far discutere è anche un punto, contenuto nella bozza, che prevede che i consiglieri comunali chiedano l’aspettativa dal proprio lavoro per dedicarsi esclusivamente all’attività consiliare. L’aspettativa, insomma, comporterebbe la rinuncia ai contributi previdenziali che, in cambio, non sarebbero versati dallo Stato e resterebbero a spese del consigliere comunale. Proprio per questo, i consiglieri si aspettano un aumento più corposo dello stipendio che consenta loro di chiedere l’aspettativa e continuare a pagarsi i contributi da soli. Tornando alla manovra, Tremonti ha annunciato che ci sarà la sanatoria per le case fantasma, mentre per ottenere la pensione sarà necessaria una percentuale d’invalidità dell’80% e non più del 74. Rischio pedaggio, inoltre, su tratti stradali che connettono con le autostrade. La scure dei tagli e l’ombra della crisi attraversano tutta l’Europa. Il Fondo monetario internazionale ha apprezzato le misure italiane, ma parla apertamente di «vulnerabilità». -leggo.it-