Cannes, il trionfo di Germano

Elio Germano, dopo 23 anni, ha riportato un attore italiano sul palco dei premiati a Cannes. La notizia è stata annunciata ieri sera durante la cerimonia conclusiva del festival, poco prima della consegna della Palma d’oro al tailandese Uncle Boonmee Raluek Chat. Con la sua prova d’attore ne La nostra vita di Daniele Luchetti Elio Germano ha vinto il premio per la migliore interpretazione maschile, in ex aequo con Javier Bardem per Biutiful di Inarritu: a portarlo alla vittoria un ruolo complesso e pieno di sfumature, quello di un onesto operaio edile e padre affettuoso, che in seguito alla perdita della moglie si trasforma in uno squalo disposto a tutto pur di far lievitare il suo conto in banca. Prima di lui, dal 1987 a oggi, tra gli italiani era riuscito a vincerla solo Marcello Mastroianni con Oci Ciornie: «Ringrazio di cuore il mio regista, la Rai, la produzione Cattleya – ha detto Germano sul palco accanto a Bardem, per la prima volta in smoking e papillon ma sempre combattivo – Dato che il nostro governo dice che il cinema parla male dell’Italia, io dedico il premio a tutti gli italiani che si sforzano di rendere l’Italia un paese migliore nonostante la nostra classe dirigente». Una vittoria desiderata, in un primo tempo anche sperata, quasi annunciata, con un concorso mai così debole di autori e attori come quest’anno: poi la doccia fredda, gli applausi tiepidi, la stampa francese che si accaniva sul film, i supporter italiani che abbandonavano la Costa Azzurra in anticipo. Nonostante la presenza di due italiani, Giovanna Mezzogiorno e Alberto Barbera, in una giuria di otto persone, fino a ieri nessuno credeva più nemmeno alla vittoria del bravo Germano. Lui, invece, ha fatto l’impossibile, e a soli 29 anni è riuscito nell’impresa di strappare un premio che Mastroianni ha vinto per la prima volta a 46 anni, Vittorio Gassman a 51, Ugo Tognazzi a 59. -leggo.it-