Difendere l’autonomia dei pm

Appello del procuratore antimafia Grasso durante la commemorazione di Falcone. Il ricordo dell’attentato che uccise nel 1992 Giovanni Falcone, sua moglie e la sua scorta diventa scenario di un nuovo scontro fra magistratura e governo. Ma Palermo diventa per un giorno anche il luogo dove studenti e persone comuni lanciano il loro grido per la legalità, in ricordo del giudice-simbolo della lotta alla mafia. Durante le celebrazioni di Palermo e nel pieno del dibattito sulle riforme della giustizia, il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso ha ammonito: «Difenderemo l’indipendenza dei magistrati dal potere esecutivo». Immediata la risposta del ministro della Giustizia Alfano: «L’autonomia dei magistrati non è mai stata in discussione». Ma per il capogruppo Pdl alla Camera Cicchitto. «Una parte della magistratura in Italia non è terza rispetto ai partiti». Ma quest’anno il ricordo dell’eccidio di Capaci si accompagna anche alla riapertura delle indagini sulle stragi. «Dietro la morte di Falcone – ha ricordato Grasso – non c’è stata solo la mafia». Il presidente della Repubblica ha invitato tutti a collaborare nelle indagini, mentre il ministro dell’Interno Maroni, anche lui in Sicilia, ha ricordato il bilancio positivo nella lotta alla criminalità e assicurato che «la legge sulle intercettazioni non indebolirà le indagini di mafia». A Palermo sono arrivati con le navi della legalità e insieme al ministro Gelmini anche 2.500 ragazzi da 250 scuole di tutta Italia. Insieme si sono uniti ai palermitani intorno all’albero di Falcone e Borsellino, pieno di messaggi e disegni. Con la loro presenza hanno voluto dimostrare che la mafia riuscì ad uccidere i due magistrati, ma non a sconfiggere le loro idee. -leggo.it-