Mick Jagger monopolizza il festival di Cannes

«In America c’era Nixon, la guerra del Vietnam era ancora in corso, da qualche parte c’era il Tour de France. Noi invece eravamo chiusi in casa a suonare, e non ci siamo accorti di niente». Tornato sul luogo del delitto a quasi quarant’anni di distanza dalla registrazione in Costa Azzurra del mitico Exile on main street, Mick Jagger non ha rinunciato allo show: ieri a Cannes per presentare la prima europea di Stones in Exile, il film di Stephen Kijak che documenta le interminabili sessioni di registrazione del disco del 1972, l’inossidabile Rolling Stone è stato forse l’unica vera stella del festival. Fila di più di tre ore per assistere al film, folla in delirio, balconi con vista sulla sala cinematografica affittati a peso d’oro per rubare uno scatto all’icona del rock, che allegramente stropicciata (e con mezz’ora di ritardo) si è concessa al pubblico per raccontare com’è nata l’idea del film, di cui è anche produttore. «Ero convinto che le foto di quel periodo, del nostro esilio in Costa Azzurra, non raccontassero solo un gruppo di persone sedute a suonare sulle sedie, ma lo spirito di un’epoca intera», ha detto Jagger. Il film, un’ora di musica, interviste, materiale di repertorio e centinaia di fotografie, non lo smentisce. Auto-esiliati in Francia per motivi fiscali («Non è un motivo molto elegante, e nemmeno tanto rock’n roll – dice Richards nel film – ma era proprio così»), gli Stones fotografati da Dominique Tarlè litigano, fumano, bevono, suonano di notte e dormono di giorno, accumulando materiale «in una specie di Dolce Vita, un mix di decadenza e grazia insieme». Il film ha commosso qualche spettatore della generazione di Jagger. Lui, però, non ha voluto parlare di nostalgia: «Quelle foto sono come un album di famiglia. Le vedo, sono forti, poi però penso che in fondo lavoro ancora, e che la persona che sono diventato mi piace. Era un gran bel periodo, ma se n’è andato. Se mi dovesse mancare, potrei sempre mettere il film nel dvd e premere play». In Francia a giugno, il film in Italia arriverà quest’estate come evento speciale del Roma Fiction Fest, dopo la versione rimasterizzata di Exile on main street e l’omonimo libro sulle musiche degli Stones di Bill Janovitz: «No, non facciamo questo per soldi. È solo che è terribilmente divertente, tornare indietro nel tempo». -leggo.it-