Roma vince. Ora l’Italia faccia il tifo

Olimpiadi 2020, Petrucci chiede appoggio totale alla candidatura italiana. Scelta nel 2013. Roma batte Venezia, l’ira della Lega. Ha vinto Roma: è lei la candidata alle Olimpiadi 2020, che possono tornare all’ombra del Colosseo 60 anni dopo. Ma nel giorno del giudizio ha fatto più rumore la bocciatura di Venezia. Il punteggio assegnato dal Coni è stato di 32,3 a 20,1 per la capitale. Risultato che ha escluso i veneti ancor prima della votazione del Consiglio nazionale. Secondo il dettato del Cio, infatti, per superare la preselezione bisogna totalizzare almeno 21 negli undici punti previsti e riportati nel grafico a destra. Fatali a Venezia: trasporti, ricettività e scarsa esperienza in materia. «Noi siamo l’Italia – ha spiegato il presidente del Coni Gianni Petrucci – e non corriamo tanto per partecipare. Roma ha le sue chance di farcela». Il massimo dirigente sportivo dice di non temere il fuoco amico, che fu fatale a Roma 2004: «C’è bisogno del tifo di tutto il Paese e stavolta non temo divisioni. Lo avete visto: il consiglio nazionale si è espresso compatto». Un invito all’unità è arrivato anche da Francesco Totti: «Dopo più di mezzo secolo – ha scritto il capitano della Roma sul suo sito – possiamo sognare di portare i Giochi nella capitale. Tutta Italia ora deve tifare Roma». Su 67 presenti nel Consiglio c’è stato un solo voto contrario (più un astenuto, Giovanni Ottoni, comitato provinciale di Treviso), ma ha fatto rumore: «Avete avuto le Olimpiadi. Poi – ha detto il senatore leghista Giuseppe Leoni, presidente dell’Aeroclub – volete il GP di F1. Come reagiranno i cittadini? Diranno ancora: Roma ladrona». L’ira leghista si è materializzata anche nelle parole del governatore veneto Zaia «voto insoddisfacente sia nel merito che nel metodo, con Roma è sempre una lotta impari» e nel sindaco lagunare Giorgio Orsoni «vergogna, era una decisione già scritta». Roma può cominciare a sognare. Davanti ha tre anni nei quali dare seguito ai buoni propositi scritti sul dossier. L’appuntamento è a Buenos Aires nel 2013: lì Roma (prima candidata ufficiale al mondo) se la vedrà con le rivali che, a oggi, sembrano Istanbul, Madrid, Mosca e, soprattutto, Tokyo. -leggo.it-