Il serial killer uccideva con l’insulina

Una dose letale di insulina. Così avrebbe ucciso, secondo un’informativa consegnata dalla polizia alla procura di Tivoli, il presunto serial killer di malati terminali di Alzheimer o diabedici: sette persone, tutte anziane, morte mentre erano ricoverati in una clinica alle porte di Roma dove l’uomo lavorava come infermiere. Il sospettato, Angelo Stazzi, sessant’anni, che prima di essere infermiere nella clinica aveva lavorato per ventisei anni al policlinico Gemelli di Roma, già deve essere processato per un altro, efferato omicidio, quello di una sua collega, Teresa Dell’Unto, che secondo la procura Stazzi sfruttava per motivi economici. Il raptus dell’uomo sarebbe scattato dopo che la poveretta, vessata da continue richieste di denaro, gli aveva rifiutato l’ennesimo finanziamento finalizzato peraltro all’acquisto di una cucina per l’uomo e sua moglie. Anche dietro le misteriose morti seriali, secondo la Questura, che ora attende il pronunciamento della procura di Tivoli, ci sarebbe un movente economico, miserabile. Stazzi avrebbe ucciso per pochi spiccioli, addirittura per raggranellare una mancia dalle agenzie di pompe funebri che si sarebbero occupate delle incombenze di rito nei confronti di persone rimaste sole al mondo. E’ partita un anno fa l’indagine sulle morti seriali, quando Stazzi stava per commettere, secondo la polizia, l’ennesimo delitto. Nell’abitazione dell’infermiere, un mese fa, sono state sequestrate medicine e siringhe, ma i suoi legali smentiscono ogni accusa: «Stazzi non è un omicida». -leggo.it-