Rai addio. Lo strappo di Santoro

Michele Santoro non è più un dipendente della Rai: il conduttore di Annozero ha trovato un accordo «consensuale» con viale Mazzini e dalla prossima stagione si potrà dedicare a un suo vecchio pallino: le docu-fiction. Dove, per ora, non è chiaro. Si ipotizza Raitre, ma anche Internet è un veicolo possibile. Santoro dunque lascia la Rai ma, sottolinea una nota dell’azienda, «avrà la possibilità di sperimentare nuovi generi televisivi attraverso un ulteriore sviluppo del proprio percorso professionale». La notizia è arrivata nella serata di ieri, dopo una lunga seduta del Cda, che ha approvato (7 voti a favore e 2 astenuti) su proposta del dg Mauro Masi la decisione. Rivoluzionaria. Perché non esiste Annozero senza Santoro. Di sicuro, ad oggi, è la fine di un’epoca: Annozero, garanzia di dibattito e ascolti, è morto. Nessuno prenderà il posto del giornalista. Per ora, finché l’accordo non sarà firmato, Santoro non spiegherà le ragioni di questa scelta. Solo dopo la firma, il conduttore probabilmente convocherà una conferenza stampa per chiarire le motivazioni che l’hanno portato alla risoluzione del contratto da dipendente. Per chi non conosce Santoro, la notizia è un fulmine a ciel sereno. Da tempo però, ci pensava: d’altronde i suoi programmi non hanno mai superato le quattro edizioni e dunque per lui era maturo il tempo di cambiare. Certa è la voglia di tuffarsi nel mondo delle docu-fiction, sulla scorta di Corre bisonte corri andato in onda lo scorso anno. E si ipotizza la costituzione di un polo tv nuovo, magari da gestire con Luttazzi e Travaglio. Il mondo politico e dell’informazione intanto, è preoccupato per le sorti di Annozero. «Mi auguro che questo non significhi l’abbandono della conduzione di Annozero», il commento di Gad Lerner. Roberto Rao, capogruppo Udc in commissione di vigilanza Rai, alza i toni: «Tutti gli italiani hanno diritto di sapere subito le modalità e i termini economici che hanno portato alla clamorosa decisione». -leggo.it-