L’Inter sogna il Grande Slam con la Champions

Dalla possibile tripletta sul campo a quella, sempre più probabile, in panchina. Coppa Italia e scudetto sono in cassaforte, ora il sogno del popolo interista ha un nome: Champions League. Ma, dopo la conquista del quinto scudetto consecutivo tra Mancini e Mourinho, Massimo Moratti ha un chiodo fisso: trattenere a tutti i costi il portoghese, sempre più tentato dalle sirene Real. Nel frattempo ha eletto Capello a suo eventuale successore. Il presidente interista è diviso tra il sogno di un Grande Slam da leggenda da centrare sabato sera nella finale di Madrid e l’incubo di dover rinunciare all’artefice massimo delle fortune nerazzurre. «Mourinho? E’ difficile fare percentuali con un personaggio così vulcanico», ha ammesso ieri Moratti. «Non si sa cosa possa decidere a fine stagione – ha aggiunto -. Una cosa sorprendente che non ci aspettiamo o una, purtroppo, che ci aspettiamo. E che non sarebbe legata all’Inter, quanto a quello che c’è all’esterno». Il riferimento di Moratti è chiaro: il difficile rapporto di Mou con i media italiani e quello, altrettanto compromesso, con il sistema calcio del Bel Paese che sarebbero alla base di un addio quasi annunciato del vate di Setubal, destinazione Madrid. «A chi non piacerebbe allenare il Real?», si è chiesto lo Speciale rispondendo ad una domanda di una tv spagnola. Aggiungendo poi: «Quando non lo so. Ho 47 anni, ne ho davanti ancora 23 di carriera. Un anno capiterà». Moratti avrebbe già digerito l’idea di un divorzio sempre più probabile: l’ex vice di Mancini Sinisa Mihajlovic, piace ma non convince soprattutto Oriali e Branca, così è stato pre allerato il ct inglese Fabio Capello, eletto all’unico in grado di proseguire la striscia nerazzurra vincente cominciata da Roberto Mancini e proseguita da Mou. Capello, pur legato alla federcalcio inglese, sarebbe pronto ad imbarcarsi in nuova avventura italiana, anche se il patron nerazzurro spera ancora di poter convincere Mou a restare facendo leva sui sentimenti e sul portafoglio. Ma una nuova campagna estiva a suon di milioni potrebbe anche non bastare. «Le sue lacrime a Siena? Un segno di umanità e affetto verso giocatori e pubblico – ha sottolineato Moratti -. Ma qualsiasi interpretazione diamo, quella che sarà la risposta alla nostra curiosità l’avremo solo la partita col Bayern». Nonostante tutto, la stima del patron verso lo Special One è intatta. «Mourinho è un uomo completo, ha una parte sentimentale che tiene a freno perché deve fare il capo. A Siena sono andato a trovarlo sul pullman dopo la partita: era stravolto, non è leggero il lavoro che fa mostrandosi sempre il più forte, duro e resistente. Era felice per aver raggiunto il risultato». Per il triplete serve però un altro piccolo, grande passo. «E’ già tempo di voltar pagina – avverte Moratti-. Ci sono solo pochi giorni prima della finale di sabato e dobbiamo ritrovare subito la concentrazione». Poi si penserà al dopo Mou. -leggo.it-