Milito segna anche il gol-scudetto: «Ora voglio la Champions»

Lo scudetto dell’Inter, il numero 18, il quinto consecutivo, il quarto vinto sul campo, è firmato Diego Milito ed entra nella bacheca nerazzurra dalla sliding door che ha contraddistinto il destino italiano del Principe argentino. Da una porta scorrevole Milito uscì dall’Italia – estate del 2005 -, colpa della valigetta piena di soldi che si mise in mezzo tra il Genoa e la serie A. Un illecito sportivo che costò al club di Enrico Preziosi la retrocessione in serie C1 e a Milito l’esilio in Spagna, al Real Saragozza. La porta si è riaperta nell’estate 2008 grazie alle doti cestistiche di Fabrizio Preziosi che, a calciomercato ormai chiuso, imbucò il fax col contratto di Milito nel box della Lega calcio. «Se non ci fosse stata la ferma determinazione di Diego a tornare al Genoa – raccontò il suo procuratore Hidalgo -, il Saragozza l’avrebbe ceduto al Tottenham, incassando almeno il 50 per cento in più. E anche il ragazzo avrebbe ottenuto un ingaggio molto più elevato, ma i soldi non sono tutto». Poi, la scorsa estate, l’approdo all’Inter grazie ai 25 milioni pagati al Genoa da Moratti che concede al giocatore un contratto di 5 anni a 3,5 milioni a stagione. Chissà, forse el principe (soprannome dovuto alla grande somiglianza con Enzo Francescoli, ex fuoriclasse dell’Uruguay anni 80) aveva avuto una premonizione e aveva visto il trionfo di Siena. «E’ il gol più importante della mia carriera», ha detto quasi in lacrime al fischio finale di Morganti: il 22˚ in 35 partite di campionato, secondo solo a Totò Di Natale re con 29 prodezze. E pensare che Milito il «gol più importante» l’aveva già segnato il 5 maggio all’Olimpico, valso la coppa Italia sempre ai danni della Roma, che lo ebbe in pugno ma poi scelse Baptista. «C’era un po’ d’ansia – ha detto Diego ieri mentre festeggiava il tricolore – perché non sbloccavamo il risultato. Adesso ci godiamo questa giornata, da domani pensiamo alla finale di Champions». Ovvero a un altro gol «più importante» quello che el principe sogna si segnare sabato a Madrid al Bayern. E poi ci saranno da sognare altri «gol più importanti», quelli mondiali in Sudafrica con l’Argentina e con gli assist di un certo Messi. Sempre che Maradona non completi lo stillicidio-Inter e, dopo Zanetti e Cambiasso, non spedisca in vacanza anticipata anche Diegol. -leggo.it-