La Roma a Verona per l’ultimo atto

55esimo e ultimo atto della stagione della Roma. La resa dei conti: miracolo scudetto o il contentino, neanche tanto piccolo, di ritornare in Champions. Dopo 37 riprese di campionato, 12 di Europa League e 5 di Coppa Italia, a Verona suonerà l’ultimo gong e si aspetterà l’uscita della combinazione di risultati finali di Chievo-Roma e Siena-Inter. La Roma è arrivata dove sperava di arrivare: a giocarsi il titolo «fino all’ultimo secondo dell’ultima giornata di campionato», come disse un Claudio Ranieri in versione oracolo in tempi quasi non sospetti. Rammarico e speranza nel miracolo si intrecciano e si abbracciano, poche ore di attesa e il finale, bello o brutto che sia, verrà scritto. La Roma, un po’ in riserva dopo una corsa iniziata addirittura lo scorso 30 luglio, ci crede e ci spera. A Verona sarà accompagnata da un esercito di almeno 20mila tifosi speranzosi e ha un solo dubbio da risolvere sull’undici da mandare in campo: Perrotta o Menez. Gli altri dieci, invece, sembrano belli che pronti: Julio Sergio tra i pali; Motta a destra, Burdisso e Juan al centro e Cassetti travestito da Riise sulla sinistra; Taddei, Pizarro e De Rossi a centrocampo e Totti e Vucinic a seminare zizzania in attacco. Il cileno, tra la botta rimediata al collo del piede destro e il consueto fastidio al ginocchio, stringerà i denti come già accaduto in più di un’occasione in passato; il capitano, invece, viene descritto in ottime condizioni e pronto per Verona. L’unico che non dovrebbe partire per Verona, dove ci sarà anche lo squalificato Riise, dovrebbe essere Baptista, alle prese con una contrattura ai flessori. Le luci della ribalta, come sempre, saranno sempre puntate su Francesco Totti. Il capitano, che nel caso in cui "dovesse succedere quello che non succede" sarebbe l’unico giocatore nella storia giallorossa a vincere due scudetti con la Roma.