Messaggio di Fini al governo: sbaglia chi pensa a imboscate

Dopo il tentativo di riavvicinamento del premier attraverso “l’ambasciatore” Verdini, Gianfranco Fini è tornato a ribadire che non ha alcuna intenzione di dimettersi e tantomeno di fare imboscate al governo. Tuttavia è determinato a non tacere. Anzi, continuerà a «mettere sale» nella minestra del Pdl, a partire dalla difesa dei diritti degli immigrati, anche clandestini. E avverte chi da altri schieramenti lo corteggia di non avere alcuna voglia «marmellate politiche». A Castiglion Fiorentino, seconda tappa del suo tour toscano dopo Pisa, Fini ha parlato di una «Lega strategica» anche se a volte il Pdl ne diventa «fotocopia». In mattinata, a Pisa, agli studenti che fuori l’hanno contestato ha fatto sapere che rivoterebbe anche oggi la legge sull’immigrazione che porta la sua firma e quella di Bossi. «Anche se con due modifiche che di sicuro non piacerebbero alla Lega Nord: vista la grave crisi in atto, estendere da sei mesi a un anno il tempo concesso agli immigrati per trovare lavoro e rimanere da regolari in Italia», e mandare la Guardia di Finanza nelle aziende degli imprenditori italiani che «non firmano i contratti di lavoro agli extracomunitari solo per sfruttarli meglio». Sulla necessità di riconoscere la cittadinanza agli immigrati, la terza carica dello Stato ha detto che va data non solo a chi nasce in Italia, ma anche «ai ragazzi nati all’estero, purché abbiano seguito un corso regolare di studi». Insomma, «l’unico vero criterio di valutazione dev’essere il grado di integrazione e di condivisione dei valori culturali e costituzionali del nostro Paese». -dnews-