Stipendi bloccati, ira della polizia

Il contratto non viene adeguato da tre anni. I sindacati: «Mai successo. E i rischi aumentano». È una vacanza contrattuale da record, purtroppo negativo, quella che ha come protagonista la Polizia: ben due contratti mancati, per un totale di oltre ventotto mesi, senza che della vacanza stessa si veda la fine. I sindacati minacciano di tornare nuovamente in piazza per farsi sentire e chiedere al governo di dare un valore concreto alla sicurezza, partendo proprio dallo stipendio di chi la deve garantire ogni giorno. «Non era mai successo nella storia della polizia – commentano Francesco Paolo Russo e Giulio Incoronato, segretari Consap – attualmente sarebbero disponibili circa cento euro lordi, con arretrati medi di 1400, ma il Ministero dell’Economia da aprile ha deciso di corrispondere un’indennità di 7 euro. È una vera beffa. La verità è che oggi non è possibile stanziare nuove risorse per il contratto, perché non c’è all’esame alcuna legge finanziaria e quindi fino a fine anno non potranno arrivare altre risorse». La vacanza contrattuale non è l’unico problema in materia di sicurezza. A preoccupare è pure l’età degli agenti, sempre meno dal punto di vista numerico e sempre meno giovani. Questione di previdenza. «Per i poliziotti non esiste la previdenza complementare – dice Nicola Tanzi, segretario generale Sap – quindi, gli agenti vanno in pensione sempre più tardi e sono già a rischio le pensioni dei più giovani. Così l’età media è di quarantacinque-quarantasei anni, sia per fare turni in volante che come celerini. L’organico è già sotto di oltre dodicimila persone. Nel 2013, inoltre, complici pensionamenti e mancate assunzioni, il personale passerà da centomila a novantamila unità e si perderanno molte professionalità, soprattutto investigative». -leggo.it-