Aumento dell’Iva, è rischio «arrotondamenti selvaggi»

Gli scenari che seguiranno l’innalzamento dell’aliquota Iva dal 20% al 21% hanno già messo in moto azioni preventive da parte di associazioni di consumatori. Contro «il rischio di arrotondamenti selvaggi» nell’aggiornamento dell’aliquota, il Codacons si rivolge alle Fiamme Gialle. «Stiamo preparando un esposto a tutti i comandi provinciali della Guardia di Finanza, affinché dispongano ispezioni a tappeto negli esercizi commerciali, finalizzati ad accertare irregolarità nell’applicazione della nuova aliquota» spiega il presidente, Carlo Rienzi. Il timore è che possa verificarsi ciò che è avvenuto durante il passaggio dalla lira all’euro, ossia arrotondamenti dei listini sempre al rialzo. E l’Iva colpisce in modo molto diverso i consumi alimentari e bollette energetiche con aliquote differenti, del 4%, 10% e 20% che appaiono «anacronistiche e spesso demandate a complesse definizioni e a scarsa o nulla logica» sostiene invece la Confesercenti. Nel caso del caffé è l’esempio indicato dall’organizzazione dei commercianti e delle Pmi, «ci sono incongruenze particolarmente evidenti laddove ad esempio si paga il 20% di Iva se si acquista il caffè da preparare in casa, mentre se lo si consuma al bar o al ristorante lo stesso consumo è gravato della metà, il 10%». Lo stesso per le acque minerali. «Stranezze poco giustificabili» anche nel caso della bolletta del gas e della luce. Il gas di rete è gravato del 10% se usato solo per cucinare, ma del 20% se usato invece per riscaldamento.