Louisiana, l’incubo del mare nero

Paura in Louisiana. Nuova falla, oggi il greggio sulle coste. Le falle sono tre. E sono 5mila, e non mille, i barili di greggio che ogni giorno si disperdono in mare da quando la piattaforma della British Petroleum è colata a picco nel Golfo del Messico. La marea nera si allarga ed è questione di ore: sta per riversarsi sulle coste della Louisiana. Per mano del ministro della Sicurezza Interna, Janet Napolitano, il dossier è arrivato sul tavolo del presidente Obama, che gli ha dedicato una ventina di minuti all’inizio del briefing allo Studio Ovale e che ha mobilitato tutte le risorse, «anche militari». Le notizie sono allarmanti. La più grave, la scoperta di una terza falla sottomarina nella piattaforma della British Petroleum. Che, aggiornando le stime sulla quantità di greggio fuoriuscita, porta il calcolo a 5mila barili al giorno, 5 volte superiore alla stima precedente. Sospinti dai venti, i vapori maleodoranti della macchia sono arrivati ieri a farsi sentire fino in Florida. Ma il peggio deve ancora venire. E verrà: in un briefing alla Casa Bianca una responsabile della Guardia Costiera ha anticipato l’arrivo della marea nera sulle coste della Louisiana a oggi pomeriggio o prima serata. Napolitano e l’amministratrice dell’Epa, Lisa Jackson, sono attesi in zona dove già si trova Ken Salazar, il ministro del’Interno. L’inferno è sul pelo dell’acqua e in mare aperto si tenta di arginare la chiazza. La Guardia Costiera ha fatto sapere che il test dell’incendio controllato di mercoledì è stato «un successo», ma che i venti ieri non hanno permesso di ripeterlo. E’ corsa contro il tempo: secondo gli esperti gli effetti sulle coste potrebbero farsi sentire per 50 anni. Il governatore ha decretato lo stato di emergenza. -leggo.it-