Mou è il padrone assoluto dell’Inter, ma rischia un divorzio da vincitore

Nessun rinnovo di Mou per la villa sul Lago e la scuola del figlio: tanti indizi lo portano verso la panchina galactica. Per i tifosi interisti è l’idolo numero uno. Per i giocatori è il maestro. Il patron Massimo Moratti lo ha definito un fenomeno e paragonato al Mago Herrera. Quest’anno potrebbe centrare la tripletta scudetto, coppa Italia e Champions League, mai riuscita a nessuno nella storia in Italia. Però lui, José Mourinho da Setubal, ha in mente una folle idea: andarsene dall’Inter da vincitore assoluto. Un’idea ancor più maturata dopo l’epica partita in 10 contro 11 contro il Barcellona al Camp Nou che ha consegnato all’Inter la possibilità di vincere la Champions League 45 anni dopo l’ultimo successo. Vincere la coppa al Bernabeu di Madrid e lì rimanere, sulla panchina del Real che lo aspetta a braccia aperte per il dopo-Pellegrini. A chi gli chiedeva se, dopo una partita come quella del Camp Nou, era pronto a giurare fedeltà ai colori nerazzurri lo Special ha risposto: «Non voglio andare in questa direzione. La mia direzione è Roma, prima la Lazio, poi la finale di Coppa Italia». Salvo poco dopo confermare che lui il calcio italiano non lo ama proprio. Frasi che gelano gli entusiasmi del popolo interista. E una serie di rumors che arrivano da ambienti vicini al tecnico portoghese fanno capire che un divorzio a fine stagione è più che un’ipotesi. Anzitutto, Mourinho non avrebbe ancora rinnovato il contratto d’affitto da 200mila euro l’anno di villa Ratti sul lago di Como, dove vive con la famiglia da quando allena l’Inter E nemmeno sarebbe stato confermata l’iscrizione alla scuola americana di Lugano frequentata dal secondo-genito José Jr, 9 anni, promettente terzino degli Esordienti dell’Fc Collina d’Oro Tasis di Lugano. Due indizi pesanti, che potrebbe costituire una prova. Moratti è già pronto a fargli cambiare idea: il contratto milionario di Mou scade nel 2012, ma c’è una clausola che gli consente di liberarsi a fine stagione. Il presidente per trattenerlo è pronto a garantirgli una nuova pioggia di soldi per costruire una squadra ancora più forte. Almeno due nuove stelle per costruire un vero e proprio ciclo anche in Europa. Il primo nome? Fabregas. -leggo.it-