L’Inter eroica va in finale di Champions League

Al 93’ Bojan insacca il 2-0 che avrebbe mandato il Barcellona in finale, ma l’arbitro De Bleeckere annulla per un fallo di mano di Tourè. Decisione discutibile, ma è giusto così. Un’eroica Inter, in dieci per oltre un’ora, resiste ad un Barcellona che non avrebbe meritato di passare il turno. I nerazzurri soffrono solo nel finale, prendono gol da Piqué all’84’, ma conquistano la finale di Champions League che mancava in casa interista dal 1972. Con Eto’o e Milito terzini. Finisce Moratti che esulta in tribuna al fianco del collega Laporta, con i giocatori in lacrime e con Mourinho a dita alzate nel cuore del Camp Nou. Niente “remontada” catalana. Emozioni e colpi di scena già dal riscaldamento, quando Pandev, già inserito nella formazione ufficiale, dà forfait di nuovo per noie muscolari. Il sostituto naturale sarebbe Balotelli (comunque precettato per la panchina), ma Mourinho preferisce Chivu. Snaturando il 4-2-3-1 finora perfetto in Champions. C’è da soffrire sin dall’inizio. Al 28’, per cercare di proteggere il pallone a centrocampo, Thiago Motta mette la mano sul volto di Busquets che stramazza al suolo. Per l’arbitro belga De Bleeckere è rosso diretto per il nerazzurro. Decisione eccessiva. Si scatena un gran parapiglia, con applausi sarcastici di Mourinho all’indirizzo dell’intero Camp Nou. Il sacrificio è totale, Eto’o e Milito che si abbassano a fare gli esterni di copertura. Julio Cesar è miracoloso su Messi, Samuel si immola su Ibrahimovic. Ma l’ordine, nell’Inter, rimane sovrano. Guardiola prova a spingere fin dai primi istanti di ripresa, ma l’arrembaggio è sterile, privo di grandi idee. Si conclude anzitempo la partita di Ibra (di nuovo deludente) e Busquets, sostituiti da Bojan ed Jeffren. Uno stanco Sneijder lascia poi spazio a Muntari. Lucio e Samuel sono monumentali, Diego Milito è esausto ma si ricicla da terzino a destra, così come Eto’o a sinistra. C’è poi l’uomo ovunque Cambiasso, centrale aggiunto e puntuale su ogni pallone di un Barcellona sempre più confuso. La trincea mourinhiana aumenta con Cordoba in luogo di un encomiabile Diego Milito. Bojan di testa sfiora il palo: al 37’ è la prima vera occasione della ripresa per il Barça, che però due minuti dopo passa. Xavi vede Piqué in area: Muntari lo tiene in gioco e l’attaccante aggiunto blaugrana insacca. Poi Julio Cesar si oppone su Xavi e Messi, l’inizio del trionfo. Le parole di Mou firmano l’impresa: «Siamo stati tutti eroi. Loro parlavano di lasciare la pelle, non abbiamo lasciato il sangue». -leggo.it-