Arrestato super boss della’ndrangheta, la folla lo applaude: un uomo di pace

Uno dei più “blasonati” boss della ‘ndrangheta, l’ormai 70enne Giovanni Tegano, è stato arrestato a Reggio Calabria. Al l’uscita dalla Questura, parenti, amici ma anche molti cittadini lo hanno accolto con un lungo applauso mentre scandivano le parole “Giovanni, uomo di pace”. L’ultimo saluto prima del trasferimento in carcere, dove sconterà una condanna all’ergastolo per omicidio, associazione a delinquere di tipo mafioso, detenzione di armi e altri gravi reati. Lui, il mammasantissima della ‘ndrangheta reggina, ha risposto alzando la mano e sorridendo, prima di dirigersi con molta calma verso l’auto della polizia, accompagnato da due agenti della sezione Catturandi. L’episodio è stato subito stigmatizzato dal questore, Carmelo Casabona: «O Reggio cambia testa, o sarà davvero difficile immaginare un futuro sereno per questa città». È terminata così la latitanza di uno dei 30 boss più pericolosi. Ricercato in Italia dal 1993 e dal 13 luglio del 1995 anche su scala internazionale. Tra i capi storici della criminalità organizzata reggina, il nome e l’ascesa di Tegano sono legati all’ultima sanguinosa guerra di mafia, che tra il 1986 e l’estate del 1991 ha mietuto centinaia vittime. Quando gli uomini guidati da Renato Cortese e dal vicequestore aggiunto Diego Trotta, coordinati dalla Dda, hanno fatto irruzione nei locali in cui si nascondeva, il boss, armato di pistola, non ha opposto resistenza. Ed è stato ammanettato insieme ad altre cinque persone, suoi fiancheggiatori, tra cui anche il genero di Tegano. -dnews-