Cafasso, indagati altri due carabinieri

Anche Carlo Tagliente e Luciano Simeone, gli altri carabinieri al centro dell’inchiesta sul caso Marrazzo, sono finiti sul registro degli indagati per l’omicidio di Gianguarino Cafasso, il pusher morto per una dose letale di speedball il 12 settembre scorso in un albergo sulla Salaria. L’ipotesi di reato è di concorso morale nell’omicidio. I pm Giancarlo Capaldo e Rodolfo Sabelli, infatti, sono convinti che alla base dell’omicidio vi fosse un analogo movente per i tre carabinieri. Un movente già evidente nell’ordinanza di custodia cautelare che il 29 marzo ha portato in carcere Nicola Testini, il carabiniere accusato di aver compiuto materialmente l’omicidio. “Cafasso dopo l’esito negativo dell’offerta del filmato alle giornaliste del quotidiano Libero – si legge – era diventata una persona che “sapeva troppo” ed inaffidabile considerate anche le sue condizioni di abituale consumatore di droga”. E intanto nuovi sospetti dai difensori di Brenda, il trans morto nell’incendio del suo appartamento in via Due Ponti. Il legale della famiglia, Nicodemo Gentile, sottolinea circostanze sospette: l’aggressione dieci giorni prima della morte nell’appartamento andato afuoco, il furto del cellulare e i tagli sul braccio sinistro. Gentile definisce più che sospetto il decesso del trans, un testimone scomodo del caso Marrazzo: «Dava sicuramente fastidio a qualcuno», spiega Gentile. Intanto la procura ha dato il via libera al rimpatrio della salma per i funerali che si terranno in Brasile. -dnews-