Fini: «Noi leali con il governo» ma il suo gruppo si assottiglia

Tempi duri per il presidente della Camera Gianfranco Fini, che ieri ha incontrato i suoi più stretti alleati per fare il punto della situazione dopo il vertice romano di giovedì scorso, anche in vista della necessità di organizzare questa nuova «area politico-culturale di minoranza». Per l’occasione Fini ha parlato di «assoluta lealtà alla maggioranza, al governo e al programma elettorale». E ha anche ricordato ai suoi che «non è in discussione la permanenza nel Pdl o nella maggioranza». Rassicurazioni che però non hanno convinto tutti. A partire dal deputato Amedeo Laboccetta che la scorsa settimana aveva firmato il documento al termine della riunionedei finiani,mentreieri si è defilato. «Io resto un amico di Fini – ha spiegato l’ex deputato di An – ma ho il pregio di parlare chiaro: questa fase non mi convince». Nell’incontro, Laboccetta ha criticato anche Italo Bocchino, che ieri si è dimesso da vicepresidente vicario dei deputati del Popolo della libertà. Per Laboccetta, Bocchino «ha fatto una lettera di dimissioni che in realtà è finta, mentre dovrebbe dimettersi veramente». Sullo scontro interno al Pdl è intervenuto anche il premier Berlusconi con una battuta: «Sono esperto di molte cose, urbanistica, sport, editoria, televisione e amministrazione pubblica. Ma sul segreto di una collaborazione proficua in politica non mi esprimo, del resto non ho un’esperienza particolarmente felice nei matrimoni. Comunque ho già detto di non aver litigato con nessuno, per litigare bisogna essere in due, per divorziare basta uno». -dnews-