Nucleare, accordo tra Italia e Russia

Nel giorno del 24esimo anniversario del disastro di Chernobyl, l’Italia e la Russia hanno siglato un’intesa per lo sviluppo dello studio nel settore della fusione nucleare. L’accordo è stato raggiunto durante un incontro tra il presidente del Consiglio Berlusconi e il primo ministro russo Putin a Villa Gernetto, la dimora settecentesca di Lesmo, in provincia di Monza, di proprietà del Cavaliere e futura sede dell’Università del pensiero liberale. L’accordo, oltre a prevedere ricerche tra studiosi italiani e russi nel settore della fusione nucleare, garantisce la disponibilità dei russi a fornire all’Italia combustibile nucleare e a riprendere le scorie per il trattamento. Secondo Berlusconi «oggi nessun paese può rinunciarealla possibilità di creazione di energia dall’atomo». Tanto che il premier ha spiegato che i lavori per la prima centrale partiranno «entro questa legislatura», entro tre anni dunque. Quanto al luogo dove sorgerà, Berlusconi non si è sbilanciato, anche perché «il vero problema del nucleare è che l’opinione pubblica non è pronta ad accettarlo nei propri territori», ha spiegato il premier. Per questo motivo è importante fare una «campagna di sensibilizzazione» in televisione. Berlusconi ha detto di aver già parlato con i vertici della tv di Stato per una programmazione lunga, che duri anche un anno, che porti, per esempio, l’esperienza dei francesi «che fanno la corsa per avere la centrale nel loro territorio». Questo perché una centrale «porta tanti posti di lavoro», ha sottolineato Berlusconi. Bisogna dunque che cambi l’opinione pubblica italiana che – come ha ricordato il premier citando un sondaggio – per il 54 per cento ritiene utile le centrali, «ma poi nessuno risponde sì quando si tratta di averla nella propria provincia». Critico il Pd. «Il governo Berlusconi, 24 anni dopo il disastro di Chernobyl, sta per imbarcare il paese in una pericolosa avventura, quella del costosissimo ritorno al nucleare, una vera cuccagna per poche imprese e un cappio al collo per gli italiani, per vedere forse tra 15 anni il primo reattore nucleare francese funzionante sul suolo italiano». Italia dei valori invece ha deciso che «già dal primo maggio, inizierà la raccolte delle firme per il referendum per abrogare questa vergognosa norma». -dnews-