Il certificato? Basta un’e-mail

Nasce la posta elettronica certificata: vale come una raccomandata. Brunetta: «Scompare la carta». Dialogare con gli Enti in maniera veloce, ricevere certificati e documenti a casa, richiedere informazioni senza fare code agli sportelli. Il tutto a portata di click: una e-mail promette di rivoluzionare il rapporto tra 50 milioni di cittadini e la Pubblica Amministrazione. Il ministro Renato Brunetta ne parla da settimane, ma l’Italia degli uffici pubblici non è pronta: il Pec Day è oggi e sono molte le Regioni, le Province e i Comuni non ancora in regola con le disposizioni del ministero. Si chiama Pec, acronimo di Posta Elettronica Certificata, e rientra nel progetto di “dematerializzazione” del ministero della Funzione Pubblica: la trasposizione in digitale delle centinaia di migliaia di faldoni che ingombrano gli uffici pubblici. Dovrebbe permettere di scambiare con tutti gli uffici della P.A. messaggi di testo o allegati con lo stesso valore di una raccomandata con avviso di ricevimento. Esempio: serve un certificato di nascita? Con la nostra casella di Pec invieremo una richiesta alla casella dell’ufficio anagrafe del nostro comune e quello ci invierà il materiale via web. Da oggi, ha spiegato il ministro, «50 milioni di italiani, i maggiorenni dotati di codice fiscale, potranno attivare gratuitamente la loro Pec con una memoria da 500 mega». L’obiettivo di Brunetta è di arrivare a dialogare «in maniera certificata anche con le public utilities, vale a dire luce, acqua, gas, eccetera». Per ora si parte con gli uffici della P.A. Ma non tutti. Negli uffici c’è ancora molto da fare. A partire dall’attivazione di un indirizzo. Solo 23 delle 148 Asl hanno pubblicato una Pec sul loro sito, così come lo hanno fatto solo 17 atenei su 93 e 1.745 comuni su 8.094. Capitolo Regioni: ne hanno almeno una Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Friuli, Lombardia, Puglia, Umbria, Campania e Marche. Quattro si sono impegnate a farlo: Molise, Sicilia, Veneto e Lazio. Abruzzo, Liguria, Piemonte, Sardegna, Toscana, Trentino e Valle d’Aosta non ne hanno ancora una. -leggo.it-