Marchionne su Pomigliano: senza accordo non investiamo

Per la Fiat parte la fase del confronto con le parti sociali. Ieri l’ad del Lingotto Sergio Marchionne ha incontrato il ministro Scajola per illustrare il piano industriale 2011-2014. Al quale detta subito le condizioni della casa torinese: «Su Termini Imerese il discorso è chiuso, a Pomigliano investiamo solo se c’è l’accordo». Interpellato sull’ipotesi di un’intesa separata senza la Cgil, Marchionne ha ribadito: «La cosa importante è trovare l’accordo. Ci sono 700 milioni che stanno aspettando che qualcuno decida di mettersi d’accordo». È bastato l’annuncio di un possibile investimento a far tirare un sospiro di sollievo agli operai campani. In tutto, la Fiat intende investire 20 miliardi. E su questo dato il messaggio del manager ai sindacati è chiaro: «Si possono accontentare». A distanza, il segretario della Cisl Bonanni pone invece la questione salari. «Come noi non abbiamo paura se la Fiat vuole sfondare il tetto della produzione, così Torino non abbia paura di garantire migliori guadagni ai lavoratori». Apre a una trattativa il segretario della Fiom Rinaldini: «Siamo pronti a fare un negoziato con la Fiat, ma non accetteremo qualsiasi cosa. Marchionne non può pensare che il sindacato non esista, il diritto di sciopero non può essere eliminato». Quanto al raddoppio della produzione di auto in Italia nel 2014, Rinaldini avanza un quesito: «Perché se il mercato crescerà, è già decisa la chiusura di Termini Imerese? Non si poteva andare avanti?».