Coibentazione, causa principale di spreco energetico

Passiamo il 90% del nostro tempo dentro edifici che sono responsabili del 40% di tutto il consumo energetico mondiale. Il tema dell’efficienza energetica nel settore edile è, infatti, tra quelli prioritari soprattutto per il nostro paese dove gli edifici sono responsabili del 28% delle emissioni di Co2. Per ridurre la fame di energia degli edifici e ottenere una casa sostenibile la risposta viene soprattutto dalla coibentazione: la dispersione termica è infatti tra le cause principali di spreco energetico. Si fanno così spazio nuovi materiali da costruzione ecocompatibili che di certo non fanno rimpiangere il mattone. Si parte dal tradizionale legno fino alla lana di vetro: materiale realizzato per circa l’80% con vetro riciclato, ottimo non solo per l’isolamento termico ma anche per quello acustico. Ma anche la lana di pecora può rappresentare un’efficace risposta in quanto è una barriera contro il rumore, migliora l’acustica dell’ambiente, non attira né accumula polvere ed è ignifugo: prende fuoco con difficoltà, sviluppa poco calore e poco fumo. L’aspetto interessante è che questi materiali possono risultare anche meno costosi. Parola dell’eco architetto che assicura: «Si può arrivare addirittura a soli 500 euro al metro quadro, compresi gli impianti idraulico ed elettrico». Così spiega Giuseppe Magistretti, titolare dello Studio Archingegno di Milano che ha pubblicato uno studio su materiali di costruzione alternativi al cemento armato e al laterizio. Ma il vero ostacolo al successo dell’abitazione sostenibile sta nel recupero dell’esistente. «Su 29 mln di abitazioni, 13 mln hanno dei consumi che superano i 230kwh/ora mq anno mentre ora con la nuova legislazione prevede un consumo medio di circa 75 Kwh mq anno» spiega l’esperto Enea, Gaetano Fasano. I consumi, dunque, «sono di molto superiori rispetto alle aspettative delle nuove normative». -Dnews-