Il messaggio di Berlusconi a Fini: serve governabilità o si vota

Alla vigilia della direzione, dove parleranno sia Fini che Berlusconi e si scopriranno le carte, il Pdl è in piena fibrillazione. Ma è soprattutto corsa alla conta tra i fedeli berluscones e i dissidenti finiani. «Nessuno può impedire che nasca una corrente minoritaria fortemente contestatrice», ha commentato ieri Ignazio La Russa riferendosi alla scelta di Fini di percorrere la strada del dissenso interno al Pdl. «Possiamo solo auspicare che questo non avvenga», aggiunge il ministro, che arriva persino a rimpiangere di aver consigliato a Fini di fare il presidente della Camera «anziché rimanere nel partito con incarichi di vertice». ma il più netto e deciso è ovviamente Silvio Berlusconi, che pare abbia deciso di arrivare oggi a un documento, da sottoporre alla votazione dell’organismo di partito, che stabilisca le regole del dissenso interno. Un modo per ribadire che la minoranza si deve adeguare alle decisioni della maggioranza. Solo così, secondo Berlusconi, si può garantire la governabilità. Anche al momento del voto in aula. «Quello che voglio è governare e fare le riforme che il paese chiede – ha ribadito il premier – Se non c’è questa governabilità allora dobbiamo ridiscutere tutto sino alle estreme conseguenze». Parole che tutti i presenti interpretano in un solo modo: se per le divisioni interne sarà impossibile governare tanto vale andare al voto anticipato. E diretto a Fini: «Non sono io a dover dare risposte: semmai è Gianfranco Fini».«Io ascolterò e replicherò sulla base di ciò che dirà», ha anticipato Berlusconi. -dnews-